Buone pratiche per relazionarsi con le persone con disabilità visiva
Non esiste un unico modo di vivere la disabilità visiva. Ogni persona non vedente, cieca o ipovedente ha competenze, autonomie, strategie e preferenze diverse. La prima buona pratica è quindi semplice: chiedere, ascoltare e non dare mai nulla per scontato.
Qui suggeriamo alcune buone pratiche per costruire una relazione efficace e rispettosa.
Rivolgetevi sempre direttamente alla persona
Se la persona è accompagnata, parlate direttamente con lei e non con chi la accompagna. È un gesto semplice ma fondamentale: riconosce la persona come protagonista della relazione e ne rispetta autonomia, dignità e capacità decisionale.
Descrivete ciò che è visivo
Molte informazioni vengono trasmesse attraverso immagini, gesti, espressioni o elementi dell'ambiente. Quando sono rilevanti per la conversazione o per l'attività che si sta svolgendo, verbalizzatele in modo chiaro, sintetico e naturale.
Date indicazioni precise
Evitate espressioni come "qui", "là", "di qua" o "laggiù". Preferite riferimenti spaziali chiari come "alla sua destra", "davanti a lei", "a circa due metri", "dietro la porta". Se dovete spiegare un percorso, descrivetelo passo dopo passo, indicando eventuali punti di riferimento utili.
Favorite l'utilizzo di tutti i sensi
Quando possibile, permettete alla persona di esplorare oggetti, materiali o ambienti attraverso il tatto, l'ascolto, l'olfatto o altri canali sensoriali. L'accessibilità passa anche dalla possibilità di conoscere il mondo con modalità diverse dalla vista.
Rispettate i tempi della persona
Alcune attività possono richiedere tempi leggermente più lunghi o una maggiore concentrazione. Non abbiate fretta e lasciate che sia la persona a gestire i propri tempi e le proprie modalità di azione.
Offrite aiuto, non imponetelo
Prima di intervenire chiedete sempre se la persona desidera essere aiutata e, nel caso, quale sia il modo più utile. Se è necessario accompagnarla, offrite il vostro braccio: sarà la persona a prenderlo. Camminate leggermente davanti, segnalando eventuali ostacoli, cambi di direzione, porte, gradini o scale.
Rendete gli spazi prevedibili e ordinati
Negli ambienti condivisi è importante evitare ostacoli lungo i percorsi e non spostare oggetti senza motivo. Un ambiente ordinato e coerente facilita l'orientamento e riduce il rischio di incidenti.
Annunciate la vostra presenza
Quando incontrate una persona con disabilità visiva, salutatela e presentatevi, soprattutto se non vi vede frequentemente. Allo stesso modo, se dovete allontanarvi, anche solo per pochi istanti, avvisatela: evitare di lasciare una persona che continua a parlare senza sapere che l'interlocutore si è allontanato è un piccolo gesto di attenzione che fa la differenza.
Comunicate in modo essenziale ma completo
Fornite le informazioni realmente utili senza sovraccaricare la conversazione di dettagli superflui. Troppe informazioni contemporaneamente possono rendere più difficile orientarsi e comprendere ciò che è davvero importante.
Usate un linguaggio naturale
Non è necessario evitare parole come "vedere", "guardare", "osservare" o "ci vediamo". Sono espressioni che fanno parte del linguaggio comune e vengono utilizzate normalmente anche da molte persone con disabilità visiva. Più delle parole conta il rispetto con cui vengono pronunciate.
Se è presente un cane guida
Il cane guida è un ausilio fondamentale per l'autonomia della persona e, per legge, può accedere a tutti i luoghi aperti al pubblico. Durante il lavoro è importante non distrarlo, non chiamarlo e non accarezzarlo senza il consenso della persona che lo conduce. Se desiderate interagire con il cane, chiedete sempre prima il permesso.
Un ultimo consiglio
L'autonomia non significa fare tutto da soli, così come offrire aiuto non significa sostituirsi all'altra persona. Una relazione davvero inclusiva nasce dall'ascolto, dal rispetto reciproco e dalla disponibilità ad adattare la comunicazione e i comportamenti alle esigenze della persona che abbiamo di fronte.