Quando lacrimano sono secchi e vanno curati
La sindrome da occhio secco può mettere a repentaglio la salute degli occhi, oggi sono molte le nuove terapie mirate a eliminare o ridurre i disagi ed evitare i rischi per la cornea e la visione derivanti da questa condizione. La sindrome da occhio secco è oggigiorno una condizione molto comune ma spesso sottovalutata. Dovuta principalmente alle variazioni fisiologiche che accompagnano l'avanzare dell'età, in particolare nelle donne, ma anche alcune procedure chirurgiche - come ad esempio la cataratta o la chirurgia refrattiva - o l'utilizzo eccessivo di schermi digitali (computer, smartphone, tablet ecc.), questa condizione determina una produzione inadeguata, in termini quantitativi e/o qualitativi, di film lacrimale, una componente essenziale per la buona salute della superficie oculare e per la corretta visione. In presenza di occhio secco, infatti, viene a mancare la protezione contro gli agenti atmosferici (vento, freddo, caldo) e contro gli agenti patogeni (virus e batteri), inoltre la scarsezza e l'inadeguatezza del film lacrimale non permettono la corretta messa a fuoco della luce proveniente dal mondo esterno sulla retina, inficiando la qualità della visione. Oltre a comportare grossi fastidi e veri e propri disturbi della visione, la sindrome da occhio secco può arrivare a danneggiare anche molto seriamente la superficie dell'occhio, in particolare la cornea, poiché la semplice irritazione oculare può dar origine a infiammazioni e infezioni anche gravi e potenzialmente rischiose per l'occhio. Peri motivi evidenziati sopra, la sindrome da occhio secco non deve assolutamente essere trascurata e tutti i pazienti che ne soffrono necessitano di una diagnosi corretta e di un trattamento adeguato ed efficace. Essendo l'occhio secco una condizione fortemente legata all'età, nel mondo industrializzato, dove negli ultimi decenni l'età media è fortemente aumentata, questa sindrome è estremamente comune, per questo motivo esiste una forte attività di ricerca mirata a creare nuovi agenti terapeutici innovativi mirati ad eliminare o ridurre i disagi causati dall'occhio secco ed evitare che possano instaurarsi condizioni croniche più gravi e potenzialmente pericolose per la visione. Tra questi possiamo annoverarne alcuni, quali il Reproxalap, una molecola con azione antinfiammatoria creata dall'azienda Aldeyra che mira a inibire gli eventi molecolari tipici dell'occhio secco che portano all'infiammazione. Per questo nuovo agente terapeutico sono stati condotti degli studi clinici di Fase IIb che hanno prodotto dei risultati molto positivi ed è attualmente in corso uno studio di Fase III. L'azienda RegeneRX sta conducendo uno studio di Fase III su un farmaco denominato RGN259, che promuove la guarigione della cornea e della superficie oculare. La molecola di questo nuovo farmaco, la Thymosin beta 4, agisce promuovendo la migrazione cellulare, la citoprotezione, la cicatrizzazione e un'attività antinfiammatoria. I risultati dello studio sono positivi e l'azienda ha richiesto l'approvazione da parte della FDA (Food and Drug Administration), attesa nel prossimo futuro. Visomitin, dell'azienda Mitotech, è una molecola che mira ad abbassare l'infiammazione caratteristica dell'occhio secco mediante il controllo dell'ossidazione dei mitocondri. Questo farmaco innovativo mira a indurre la rigenerazione del tessuto delle ghiandole lacrimali accessorie oltre che dell'epitelio corneale. Studi di Fase IIb e ulteriori studi di Fase III, alcuni in corso, potranno validare a breve l'efficacia di questo agente terapeutico. CyclASol, dell'azienda Novaliq, è invece un antinfiammatorio che agisce aumentando la biodisponibilità dei tessuti danneggiati dall'occhio secco a recepire l'effetto della ciclosporina, per un'efficacia massima sia dal punto di vista qualitativo che temporale (azione più rapida). Per questo nuovo farmaco è in corso uno studio multicentrico di 12 mesi che include 202 pazienti. Nov03 della Baush & Lomb è stata studiata per i pazienti con disfunzione della ghiandola di Meibomio. Per questo agente terapeutico è stato effettuato uno studio di Fase II e ulteriori studi dovranno essere condotti. Lacripep della Tear Solutions è stata studiata per combattere la sindrome da occhio secco e la sindrome di Sjögren primaria grazie all'impiego della lacritina, una proteina del film lacrimale deficitaria nei pazienti affetti da queste condizioni. Anche ECF843 della Novartis sfrutta l'utilizzo di una proteina del film lacrimale. Entrambi questi nuovi agenti terapeutici sono in fase di studio clinico. HBM9036 dell'azienda Harbour BioMed mira ad eliminare l'infiammazione bloccando il fattore TNF-α. Questo farmaco è stato testato clinicamente ed è in attesa di approvazione da parte dell'FDA. Diversamente, AR-15512 della Aerie Pharmaceuticals è stata concepita per portare una sensazione di rinfrescamento alla superficie oculare. Per questo farmaco sono stati eseguiti studi clinici di Fase II e ulteriori di Fase III permetteranno di richiedere l'autorizzazione alla FDA. Come si vede, sono in fase di studio e di possibile approvazione da parte della FDA nel breve futuro un gran numero di nuovi agenti terapeutici. Quello che colpisce maggiormente non è tanto il numero di molecole e di agenti terapeutici, ma la varietà dei meccanismi d'azione proposti, che si traduce nel potenziamento terapeutico a favore di una popolazione di pazienti che è non solo molto vasta ma soprattutto estremamente eterogenea, sia per quanto riguarda i sintomi ma soprattutto per quanto riguarda le cause e le caratteristiche della condizione causata dall'occhio secco. La varietà di meccanismi d'azione dei nuovi farmaci rispecchia la sempre maggiore conoscenza dei meccanismi fisiopatologici della sindrome dell'occhio secco, che consente di effettuare una diagnosi sempre più precisa e dettagliata e di conseguenza di prescrivere una terapia sempre più personalizzata, adeguata e di conseguenza efficace.
(da Corriere dei ciechi, Gennaio 2023)