esame oculistico con particolare della prova lenti su un paziente di cui si vede solo la fascia degli occhi

La risposta risiede all’interno di dati statistici, che raccontano molto non solo della popolazione del nostro Paese ma anche dell’approccio del nostro Sistema Sanitario

L’importanza della domanda è racchiusa nei dati statistici: secondo alcune stime i soggetti con glaucoma ad angolo aperto in Italia sono compresi tra 550.000 e 700.000 e vi sono 200.000 persone non vedenti per questa patologia. ll glaucoma è responsabile di circa 4500 nuovi casi di cecità ogni anno (in pratica 1 caso di cecità ogni 2 ore). La malattia è asintomatica per lunga parte del suo decorso per cui non si può contare sul fatto che venga avvertita dal paziente. Sappiamo, inoltre, che il danno che si instaura è irreversibile ma, nella massima parte dei pazienti, prevenibile con una adeguata terapia. Quindi, se riuscissimo ad individuare e trattare per tempo i soggetti glaucomatosi, potremmo avere una riduzione significativa del numero di pazienti che vanno incontro a cecità (esistono anche forme di glaucoma, per fortuna rare, che nonostante trattamenti adeguati hanno una evoluzione negativa). La prevenzione assume quindi una importanza fondamentale a tale scopo, e presenta alcuni aspetti fondamentali su cui è opportuno riflettere.

Indurre una adeguata consapevolezza del paziente 

A tale scopo una adeguata informazione deve essere fornita: 

a – alla popolazione in generale spiegando che: 

  • di glaucoma si può accecare; 
  • la malattia è asintomatica fino agli stadi tardivi; 
  • il danno è prevenibile ma non reversibile; 
  • la diagnosi precoce può essere fatta solo dall’oculista; 
  • la necessità ineludibile dei controlli periodici: poiché la frequenza del glaucoma aumenta con l’età (meno del 2% della popolazione a 40 anni, più del 10% a 70 anni) un controllo una tantum non è sufficiente ma va ripetuto periodicamente con cadenze diverse (più frequentemente nei soggetti a rischio e ancora più frequentemente nei soggetti che presentano fattori di rischio plurimi). 

b – al singolo paziente spiegando che: 

  • essendo la malattia lungamente asintomatica il paziente non può autodiagnosticarla o riconoscerne un peggioramento, per cui le visite di controllo sono necessarie e le cadenze stabilite devono essere rispettate; 
  • l’esame del campo visivo è fondamentale perché la tolleranza alla pressione oculare varia da individuo a individuo (in pratica un paziente può tollerare una pressione di 25 per 10 anni senza problemi ed un altro può peggiorare con una di 12); 
  • non esiste un limite di pressione valido per tutti (come nella ipertensione arteriosa) e viene considerata come pressione ideale per un dato paziente quella che non fa peggiorare il campo visivo. Inoltre, il livello della pressione tollerata generalmente si riduce con l’età. Pertanto, non basta la sola misurazione periodica della pressione oculare ma è necessario ripetere periodicamente il campo visivo a cadenze determinate dallo stadio della malattia e dai fattori di rischio; 
  • la terapia è necessaria anche se spesso è fastidiosa: è vero che sia la diagnosi che la terapia peggiorano la qualità della vita ma non vi sono alternative valide. A tale proposito è bene ricordare che vi sono dati della letteratura che indicano che fino al 48% dei pazienti non esegue correttamente la terapia; 
  • lo scopo della terapia non è quello di guarire il glaucoma ma quello di fermare o rallentare la progressione del danno perimetrico per poter mantenere il paziente possibilmente asintomatico per il resto della vita. 

Un corretto approccio da parte dell’oculista 

Una visita oculistica non può limitarsi alla prescrizione di occhiali o a una valutazione biomicroscopica del segmento anteriore senza eseguire una visita completa con esame del fondo e misura della pressione oculare. Ugualmente, per carenza di tempo, non si può non informare adeguatamente il paziente sui rischi che corre e sulla necessità di una aderenza al piano terapeutico, i controlli non possono consistere nella sola misura della pressione oculare senza programmare l’esame del campo visivo con cadenze adeguate quando la terapia medica è insufficiente, non si può ritardare l’approccio chirurgico. 

Intervenire sulla inefficienza del Sistema Sanitario Nazionale: 

La tanto sbandierata aziendalizzazione del Sistema Sanitario Nazionale ha spostato il focus dell’assistenza sul lato economico e ha portato alla tendenza a inseguire obiettivi numerici nell’erogazione delle prestazioni, spesso senza valutarne la qualità e l’appropriatezza nel contesto generale: ragion per cui è possibile avere una prima visita per prescrizione lenti in tempi magari ragionevoli, mentre per un esame del campo visivo si devono spesso aspettare mesi se non anni, in alcune realtà. Ugualmente, i dati Agenas, cui qualcuno si appella per dire che è migliore o meno peggio degli altri, si riferiscono a obiettivi numerici e non danno assolutamente conto di quale sia la situazione reale. La crisi economica e la pandemia hanno indubbiamente fatto precipitare le cose così che, chi non ha possibilità di rivolgersi al privato, spesso rinuncia non solo alla prevenzione ma anche ai necessari controlli. Possiamo tranquillamente dire che le campagne di sensibilizzazione e gli screening per una diagnosi precoce del glaucoma sono praticamente inesistenti. Il tutto è affidato ad iniziative di singoli e principalmente alla buona volontà di enti quali UIC e IAPB che ovviamente, per quanti sforzi facciano, non riescono a coprire tutto il territorio. 

(da Oftalmologia Sociale, Gennaio-Marzo 2023)