Esposizione prenatale a contaminanti ambientali e acuità visiva nei neonati canadesi: una ricerca materno-infantile sullo studio di sostanze chimiche ambientali
Scenario: l'esposizione prenatale a contaminanti ambientali può avere effetti deleteri sullo sviluppo del bambino. Mentre gli esiti psicomotori, cognitivi e comportamentali sono stati studiati in relazione all'esposizione cronica, le associazioni con le funzioni visive rimangono poco chiare. Lo scopo del presente studio è stato di valutare l’associazione tra esposizione prenatale a inquinanti organici ereditari e metalli pesanti e acuità visiva nei neonati canadesi. Sono stati esaminati anche i potenziali effetti protettivi del selenio contro la tossicità del mercurio.
Metodi: i partecipanti (età media = 6.6 mesi) sono stati parte dello studio Maternal-Infant Research on Environmental Chemicals (MIREC). Concentrazioni di bisfenili policlorurati (PCBs), eteri di difenile polibromurati (PBDEs), piombo e mercurio sono stati misurati nel sangue materno durante la gravidanza, così come nel sangue del cordone ombelicale. Il test di Teller per valutare l’acuità visiva (TAC) (n=429) e dei potenziali evocati in un sottogruppo (n=63) sono stati usati per valutare rispettivamente l’acuità visiva comportamentale ed elettrofisiologica. Modelli di regressione lineare multivariabile sono stati usati per indagare la relazione tra esposizione a ciascun contaminante e acuità visiva, controllando nel frattempo eventuali confondenti. Il latte materno contenente campioni di selenio, disponibile per circa metà dei campioni di Teller Acuity Test (TAC) e VEP, è stato preso in considerazione nei modelli di mercurio come analisi esplorative.
Risultati: Non sono state osservate significative associazioni tra l’esposizione a eventuali contaminanti e il Teller Acuity Test (TAC). Le analisi rivelano un andamento negativo (valori < 0.1) tra il piombo e il mercurio nel sangue del cordone ombelicale e l’acuità visiva elettrofisiologica, considerato che PCB e PBDE non hanno mostrato alcuna associazione. Quando si aggiunge una concentrazione di latte materno al selenio ai modelli al mercurio, questa associazione diventa statisticamente significativa pe quanto riguarda le concentrazioni nel cordone ombelicale (β = - 3.41, 95% CI = - 5.96,-0.86) ma anche per i livelli nel sangue nel primo e terzo trimestre di gravidanza (β = - 3.29, 95% CI = - 5.69,-0.88). Tuttavia, ulteriori modelli di regressione suggeriscono che questa variazione delle stime possa non essere dovuta all’adeguamento per il selenio, ma ad un cambiamento nel campione di studio.
Conclusioni: i risultati suggeriscono che una sottile ma rilevabile alterazione dell’acuità visiva elettrofisiologica infantile può essere identificata nella popolazione prenatale esposta a basse concentrazioni di mercurio. Rispetto al test dell'acuità visiva comportamentale, la valutazione elettrofisiologica può essere più sensibile nel rilevare la neurotossicità visiva in relazione all’esposizione prenatale al mercurio.
(da PubMed, traduzione a cura di Albinova)