nell'immagine si vede una mano che tiene in mano uno smartphone

Guardare i cellulari troppo da vicino accelera la miopia nei giovani. Negli adulti il rischio è andare incontro a strabismo e visione doppia. L’allarme degli oculisti per l’abuso dell’attività ravvicinata.

Lo smartphone è ormai da tempo uno strumento irrinunciabile per svolgere diverse attività, ma trascorrere troppo tempo davanti allo schermo può incidere sulla salute dei nostri occhi. Non è solo il tempo passato davanti al cellulare a rappresentare un pericolo, lo è anche guardare lo schermo troppo da vicino, a meno di 30 centimetri. Quante volte si vedono bambini, anche molto piccoli, con uno smartphone in mano completamente assorbiti da un cartone animato o da un videogioco vicinissimi allo schermo, quasi da esserne fagocitati?

Mettere a fuoco stanca: che cosa è l’iperattività di convergenza

Al di là degli aspetti psicologici questo comportamento non è innocuo per la salute dei nostri occhi. Per i più giovani, la cattiva abitudine aumenta il rischio di miopia. Gli adulti affaticano la vista e alla lunga il rischio è diventare strabici. E la possibilità è tutt’altro che remota, per adulti e bambini, come spiega Paolo Nucci, professore Ordinario di Oftalmologia all’Università Statale di Milano che racconta come negli ultimi dieci anni siano cresciuti a dismisura tra i giovani i casi di strabismo proprio per un abuso dell’attività ravvicinata. «L’affaticamento visivo è il risultato di uno sforzo eccessivo. Mettere a fuoco è un’attività molto stancante – spiega Paolo Nucci, che è anche Presidente della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica e Strabismo — in particolare per gli adulti, dal momento che i bambini sono grandi “accomodatori” e più capaci di mettere a fuoco oggetti posti a differente distanza. Un adulto che lavora molto da vicino ha due problematiche: stanca il muscolo ciliare, che è in continua contrazione per consentire al cristallino di mettere fuoco. Inoltre, chi utilizza con grande frequenza la visione ravvicinata, in particolare il miope, usa molto di più i muscoli interni che fanno convergere l’occhio, rispetto a quelli esterni. Questa iperattività di convergenza rischia di sfociare in quella che è definita esotropia normo sensoriale del miope, una forma di strabismo che colpisce anche in età adulta».

Il rischio di strabismo e visione doppia

Non ci si rende conto della continua attività ravvicinata, che spesso non viene affatto percepita. Eppure i danni possono davvero essere importanti. L’attività di convergenza, quando si lavora a meno di 30 centimetri, è funzionale per la visione da vicino; tuttavia, risulta devastante per la visione da lontano. «Succede infatti – spiega l’oculista – che esagerando con la convergenza per vedere da molto vicino si rimarrà con gli occhi convergenti anche nella visione da lontano, quando gli occhi, invece di convergere, dovrebbero lavorare in parallelo. La conseguenza negli anni è diplopia, ovvero la visione doppia da lontano». A pagarne le conseguenze più serie sono le persone miopi, che oggi rappresentano una importante fetta di popolazione. Chi è miope, infatti tende a lavorare molto da vicino e alla fine “cede”, diventando convergente anche quando guarda lontano, oltre i sei metri.

L’accelerazione della miopia per i più giovani

«In questo modo si rischia di diventare strabici e avere una visione sdoppiata da lontano. Nelle prime fasi questa condizione è reversibile, ma quando si consolida da lontano non si vede più, e si finisce per vivere in un mondo convergente, in un mondo tutto “da vicino”. Nel momento in cui la situazione si stabilizza può risultare necessario l’intervento chirurgico». Nel bambino la visione molto ravvicinata è uno stimolo alla miopizzazione. «Quando si guarda molto da vicino vengono messe a fuoco le parti centrali dell’occhio, ma non quelle periferiche: questa condizione è uno stimolo per la crescita abnorme del bulbo oculare, in altre parole la miopizzazione» aggiunge Nucci.

La funzione di Apple «distanza dallo schermo»

Proprio di recente, con l’aggiornamento di IOS 17 di Apple, l’azienda americana, per la prima, ha introdotto negli IPhone la funzione «distanza dallo schermo», attiva di default per i minori di 13 anni che fanno parte del gruppo «famiglia». L’IPhone avverte quando si tiene il telefono a meno di 30 centimetri dagli occhi per lunghi periodi, invitando ad allontanarlo «alla distanza di un braccio». L’obiettivo è ricordare agli utenti più giovani di adottare abitudini visive più salutari così da ridurre il rischio di miopia. Agli adulti offre l’opportunità di ridurre l’affaticamento della vista dovuto ai dispositivi digitali. La scelta di Apple è stata accolta con favore dalla World Society of Pediatric Ophthalmology and Strabismus, dalla Società Italiana di Oftalmologia e Strabismo e dall’Associazione Di.Te (Associazione nazionale Dipendenze Tecnologiche) che da tempo, a vario titolo, hanno lanciato un warning a livello mondiale sul problema. «Il recepimento di questo nostro allarme da parte di Apple – conclude Nucci - è una vittoria da parte degli oculisti pediatrici mondiali che si stanno schierando da molto tempo contro la diffusione abnorme dell’uso ravvicinato dei dispositivi elettronici».

5 dicembre 2023 – Corriere della Sera - Cristina Marrone